Martedì 16 Marzo 2010 10:20
Moody's è la stessa agenzia che "nel giorno in cui Lehman Brothers è fallita confermava il rating A2 per la banca d'affari Usa, a un passo da quello attribuito oggi alle Marche oggi. Credo dunque che la Regione fallirà poco prima delle elezioni". Lo ha detto il candidato governatore del centrodestra Erminio Marinelli. "Se Moody's è affidabile quando garantisce il recupero dei soldi - prosegue - vuol dire che siamo sull'orlo del fallimento. Se è inaffidabile invece abbiamo 'solo' perso una quarantina di milioni di euro. Fatemi sapere".
"Se Moody's e Standard's & Poors avessero abbassato la reputazione di Lehman Brothers avrebbero messo in salvo i soldi delle Marche. Non avendolo mai fatto, hanno permesso alla banca americana di portarsi via il denaro. Oggi certificano i conti della Regione: siamo davvero messi male". Marinelli ricorda che anche in Italia sono centinaia i risparmiatori e le aziende che hanno fatto causa a Moody's per la mancata previsione del fallimento Lehman: "ma noi, invece di aderire alla class action, ci facciamo accreditare da loro. La cosa puzza lontano un miglio". "Pochi giorni fa - continua - Spacca ha sostenuto che a copertura del fallimento LB c'erano le assicurazioni. Oggi invece concorriamo al recupero attraverso il fallimento perché siamo 'creditore privilegiato'? Insieme ai marchigiani esistono purtroppo altri milioni di 'creditori privilegiati' nel mondo. Ed è ormai letteratura il fatto che i recuperi di capitale saranno al massimo del 30%, per le Marche meno di 15 milioni su 53 mln". Meglio sarebbe, secondo Marinelli, che il governatore e l'assessore al Bilancio "ammettessero la perdita". Quanto allo stato generale dei conti, "nemmeno Moody's è riuscita del tutto ad abbellirli: ha collocato le Marche una classe sotto a quella del debito pubblico nazionale, valutato AA2. Il che vuol dire che in 15 anni Spacca ha fatto più debiti dell'Italia". "Mi auguro - conclude - che il parere di Moody's non sia stato pagato con i soldi dei contribuenti: in caso contrario, stavolta finirà alla Corte dei Conti". 

















