Ultimamente leggendo i giornali sono preso dal totale sconforto perché non mi aspetto da tali importanti testate nazionali la trattazione di questioni da bar o da riviste scandalistiche.Comprendo che la ragione di ciò potrebbe essere la politica in vista delle prossime elezioni, capisco l’atteggiamento emotivo di chi non ha a genio, anzi gli sta proprio antipatico, Tizio, Caio o Sempronio e giustifico lo scatto di rabbia che si può avere nell’osservarne i successi, ma non condivido tutto questo.In uno Stato di diritto mi aspetto da chi ha una funzione pubblica un superamento dei propri interessi personali a tutto vantaggio dell’interesse della collettività.E’ quello che hanno fatto, ad esempio, Borsellino, Falcone, Montanelli e tanti altri nello svolgere la propria attività: hanno pensato al bene comune della Nazione e non a se stessi o alla propria famiglia e lo hanno fatto sempre con coerenza accettandone anche le conseguenze.Giustamente: non si può passare con il rosso e chiedere agli altri di rispettare le regole.Quindi, per essere pratico, mi aspetterei pagine e pagine dedicate ai programmi politici di chi si presenta alle elezioni e le loro schede personali per sapere se sono degni di fiducia per poter scegliere bene il giorno del voto.Così non accade, perché?Perché gli italiani sono solo interessati solo ai pettegolezzi o perché così facendo si distoglie l’attenzione da cose più importanti e delicate?E’ ovvio che protendo per la seconda opzione e me ne convinco ogni giorno di più osservando quello che sta accadendo ora con i referendum.Non solo non se ne parla più, ma la parola è proprio scomparsa dal vocabolario della stampa “importante”, come mai?










