VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRTU'

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L'editoriale di oggi ritorna sul tema che abbiamo toccato ieri relativamente alla vicenda Berlusconi-Lario : vizi privati e pubbliche virtù.Come dobbiamo considerare una persona in uno Stato di Diritto e democratico, secondo le azioni pubbliche o secondo i suoi fatti o misfatti privati? Ovvia la risposta se nel privato c'è la certezza che la legge è stata infranta, non tanto ovvia se questa certezza non c'è. Ancora più complessa la situazione se tale certezza può arrivare solo dopo lunghe indagini ed un interminabile procedimento giudiziario. In tal caso come ci dovremmo comportare con la persona in oggetto? Finché non sappiamo se davvero ha infranto le leggi lo dobbiamo elogiare per i risultati positivi in ambito pubblico oppure gli togliamo il saluto dando per scontato che è un farabutto? Questo è il dilemma che oggi è davanti a me alla notizia della morte del cardiochirurgo Carlo Marcelletti. Per anni uno dei più illustri marchigiani. Un uomo che nel suo lavoro ha fatto cose eccezionali: ha effettuato in Italia il primo trapianto di cuore su un bambino e tentato la terapia chirurgica di malformazioni congenite del cuore in soggetti in età pediatrica, ha visitato più di 25.000 bambini e ne ha operati più di 10.000 ed è stato a capo di strutture importanti in Italia e nel mondo. Dal 2008 però è stato posto agli arresti domiciliari con le accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato e concussione. Il provvedimento giudiziario nei confronti del medico è avvenuto a seguito di un'indagine condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Palermo avviata dopo una denuncia contro ignoti per minacce, presentata da un familiare di un appaltatore dell'Azienda ospedaliera Civico. Altra accusa nei confronti del cardiochirurgo è stata il possesso di presunto materiale pedopornografico. Il 7 novembre del 2008 il tribunale del Riesame ha accolto l'istanza degli avvocati difensori revocando la misura cautelare, anche se con l'obbligo della firma, ed autorizzando l'immediata ripresa della sua attività di medico e cardiochirurgo. Ecco, davanti a tutto questo, come mi devo comportare? Non avendo nozioni sono costretto ad astenermi dal giudizio ed aspettare, cosa che, forse, ha deciso di fare anche lo stesso Marcelletti, ma il suo cuore non è stato così forte da reggere "la pressione" e si è fermato prima della conclusione del procedimento giudiziario. Il dubbio è per la rabbia o per la vergogna? Ai posteri l'ardua sentenza.

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