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Strage a Loreto: l'omicida sentito dai Pm "ero esasperato"

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30 Luglio 2010 - Era "esasperato" dal rapporto sentimentale con Vincenza Mannino, durato quattro anni benché osteggiato dalla famiglia di lei, interrotto un anno fa con il ritorno della ventottenne a Catania dal marito, ma forse mai veramente finito, visti i contatti e le telefonate tra i due. E' l'unica 'spiegazione' dell'omicidio della sorella e della madre di Vincenza e del ferimento della stessa ex fidanzata, a Grotte di Loreto, fornita da Claudio Alberto Sopranzi al procuratore Elisabetta Melotti e al pm Valeria Sottosanti.

Pur ammettendo di aver sparato, il guardiano di camping ha detto di non ricordare nulla di quei frangenti, spiegando solo di essere "esasperato". Un'esasperazione dovuta forse alla frustrazione di non poter riallacciare una vera relazione con Vincenza - che si trovava a Loreto in vacanza, ed evidentemente non cedeva alle avances dell'ex, che ha 51 anni -, di non poterla frequentare come avrebbe voluto, ma anche probabilmente all'ostilità della famiglia di lei. Circostanza, quest'ultima, che potrebbe spiegare la dinamica della mattanza.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo essere entrato nella villetta dei Mannino, Sopranzi avrebbe colpito per prima la madre di Vincenza, Rita Pulvirenti, 54 anni, raggiunta fatalmente da almeno un proiettile cal. 7,65 all'addome. Poi l'omicida, che ha esploso una serie di colpi senza dire una parola, si è accanito contro Vincenza e la sorella Silvana, 30 anni. Forse Vincenza, che verosimilmente dovrà sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico ricostruttivo nell'ospedale di Ancona, dove è ricoverata, si è salvata perché l'omicida l'ha creduta morta.

Dopo aver vagato per tre ore e aver chiamato la moglie, l'uomo si è costituito ai carabinieri di Numana. Agli inquirenti ha rivelato di essere in cura presso un una psicologa di Ancona. Su questo e anche sui contatti (telefonate, sms) tra lui e Vincenza Mannino sono in corso accertamenti. Con la ragazza si era visto al mare a Porto Recanati la mattina stessa della tragedia, e forse si erano risentiti al telefono.

Nella tenda del campeggio Conero Azzurro di Numana ultimo domicilio di Sopranzi gli investigatori hanno sequestrato altri due cellulari. Domani è in programma l'udienza di convalida del fermo per omicidio premeditato pluriaggravato, tentato omicidio e porto abusivo di armi. Le autopsie sulle vittime lunedì

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