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Favia: "Moroder lasci l'incarico comunale"

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29 Luglio 2010 - Dopo le dimisisoni di Ambrogini e Brasili lasciano lìincarico all'interno delle commissioni di competenza anche Serenella Moroder Paolo Eusebi, entrambi dell'Idv. L'on Favia ha espressamente chieso che la Moroder lasci anche l'incarico di consigliere comunale in ossequio alle norme di partito che non prevedono doppi incarici. Lei infatti ricopre anche il ruolo di assessore regionale.

"L’IDV ha ritenuto che, per il momento, non ci siano le condizioni politico-programmatiche per continuare la collaborazione di governo col Sindaco e ha deciso di uscire dalla Giunta ma non dalla maggioranza e di concedere l’appoggio esterno con libertà di coscienza e senza vincoli" E' quanto scrivono in una nota congiunta Paolo Eusebi, segretario anconetano Italia dei Valori e Daniele Tagliacozzo, capogruppo consiliare Italia dei Valori. Questa la nota:

"Le troppe incertezze e i troppi “inciampi” (anche etici) della Giunta hanno convinto IDV a separare la propria immagine dalle responsabilità di governo che sono state rese impossibili da assumere al vicesindaco Brasili che pure ha fatto bene nonostante le condizioni non certo ottimali nelle quali ha lavorato".

"Dal punto di vista politico il sindaco ha insistito per la presenza in giunta di una figura che rappresentasse sia la sinistra priva di rappresentanza consiliare sia quella non facente parte della maggioranza e ha posto il veto sul nome di Marcello Pesaresi, dichiarandosi peraltro non propenso ad accogliere in giunta nominativi provenienti dal gruppo consiliare IDV: chiaramente tutto ciò è politicamente inaccettabile, così come la richiesta di far uscire dalla giunta il vicesindaco Franco Brasili che, significativamente, si è immediatamente dimesso.

Inoltre, da una prima ipotesi di rimpasto ampio e di qualità che coinvolgesse in misura significativa anche il PD (e diamo atto al PD di aver dato l’assenso e mandato al sindaco) il sindaco è sceso alla sostituzione di un solo assessore PD con una figura dai contorni incerti.

Altro elemento di rottura è stato l’emendamento Betto tendente a consentire la sostituzione del Presidente del Consiglio a metà legislatura: chiaro cedimento agli attacchi ingiustificati e sconsiderati a Filippini.

Nell’interesse di Ancona e rifiutando due assessorati e la presidenza di due aziende importanti, l’Italia dei Valori, che dà così prova, una volta per tutte, di non essere interessata alle poltrone, opta per l’appoggio esterno fino a quando non sarà possibile concludere un accordo programmatico serio che sia attuato da una giunta di alto profilo ampiamente rinnovata".

 

 

 

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